Di lavoro non si può morire.

Le vittime sul lavoro sono quadruplicate in Alto Adige: 13 morti nei primi 10 mesi dell'anno.

Abbiamo chiesto al nostro Luca Crisafulli, avvocato giuslavorista, quali rimedi adottare.


Luca Crisafulli discute con l'On. Barzotti, Commissione Lavoro Camera. In foto: On. Cattoi di Bressanone, Diego Nicolini e Teresa Fortini.


Luca, abbiamo visto che tempo fa sei stato chiamato a parlare dell'argomento con i sindacati. Com'è nato l'incontro?


Si, un paio di mesi fa, sono stato chiamato a moderare una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei tre maggiori sindacati ed altri soggetti provenienti dal mondo sindacale, dell’impresa e dalla società civile. Si affrontava proprio il tema della sicurezza sul lavoro.



Com'è andato l'incontro? A quali numeri ci riferiamo quando parliamo di morti bianche?



Nelle stesse ore in cui noi discutevamo, un povero operaio in Trentino moriva a causa delle ferite riportate dopo essere rimasto incastrato in un macchinario mentre si occupava di attività di routine; alcuni giorni dopo quell'incontro è stato il turno di un 58enne ungherese, morto a Collalbo, sul Renon, a causa del crollo di un pezzo di gru che, staccatosi, è precipitato al suolo travolgendolo mentre era intento a lavorare.