Giovani NEET: tra l’indifferenza delle istituzioni e le restrizioni della pandemia

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I #NEET, ovvero i giovani “Not in Education, Employment or Training” sono tutti quei ragazzi rimasti esclusi sia dal mondo della formazione che da quello del lavoro: non studiano, non frequentano corsi di formazione e non hanno lavoro.

La Provincia di #Bolzano non è esclusa dal fenomeno, infatti tra i 15 e 29 anni la quota dei NEET arriva all'11,1%, circa 7.600 ragazzi che non sono impegnati in nessuna attività lavorativa o di studio. Si tratta di ragazzi e famiglie cadute nell’apatia, sfiduciate dalle istituzioni e che non intravedono speranze per il futuro.


A gravare su questi casi preoccupanti, è stato l’avvento della pandemia che ha costretto la chiusura di scuole, attività e servizi per i cittadini e ha portato a una #crisi sociale oltre che economica. Questa situazione di incertezza e precarietà generale ha compromesso la facoltà da parte dei giovani a sviluppare la loro socialità.

Uno degli aspetti chiave che permette di comprendere l’#urgenza di affrontare questa situazione è proprio l’ambito sociale: tutti i giorni vediamo sui giornali notizie relative alle aggressioni in pubblico tra ragazzini/e di svariate età che non avendo una “valvola di sfogo” scatenano la loro rabbia-tristezza-angoscia-frustrazione attraverso delle risse organizzate.


Le #politiche relative all’inserimento dei NEET hanno un impatto che indirettamente incide sull’aspetto sociale dell’individuo e devono essere affrontate con risolutezza ed urgenza.

Per questo motivo, abbiamo presentato una mozione per incoraggiare la politica e le istituzioni provinciali a intervenire prontamente sul sistema della formazione dei giovani, sul welfare state e sul mercato del lavoro, per arginare questo #fenomeno che si è estremizzato nel periodo della pandemia.


Per questo abbiamo proposto di #sensibilizzare la cittadinanza, soprattutto la fascia dei più giovani, sulla gravità del fenomeno dei NEET, organizzando sportelli ed eventi nelle scuole o nei vari centri in cui si ritrovano. Inoltre sostenere e aiutare, anche con l'aiuto delle loro famiglie, di assistenti sociali, educatori e di psicologi della scuola tutti i giovani NEET, affinché ritrovino nuovamente la motivazione di riprendere i propri studi e possano uscire dall'esclusione sociale. Infine ripristinare appieno le alternative attraverso i corsi professionalizzanti del Fondo Sociale Europeo (FSE), che attualmente sono stati dimezzati.

Purtroppo, la mozione è stata bocciata, ma ci allieta la notizia che dopo aver presentato la nostra proposta, in Italia il governo nazionale ha ora adottato il “piano NEET” per ridurre il problema dell’inattività giovanile attraverso una campagna di sensibilizzazione.

Sensibilizzare, informare e sostenere attivamente, questo era il nostro invito che la Giunta ha rifiutato poiché valutato non compatibile con le priorità attuali, spostando in secondo piano la gravità di questo fenomeno che in realtà incide in maniera vitale sul funzionamento economico del nostro territorio.

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della mozione depositata:

http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/IDAP_638775.pdf


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