RE(-nzo) Caramaschi.

"Storia di una Bolzano fuorilegge e delle mancate concessioni di "Sua Maestà" in materia referendaria", ecco una lettera della nostra consigliera comunale Maria Teresa Fortini:


Bolzano non si è adeguata alle disposizioni di legge in materia referendaria, affrontiamo il referendum sul Tram senza adeguati strumenti informativi.

Nel 2014 il Consiglio regionale ha modificato l’Ordinamento dei comuni con l’obiettivo di migliorare gli strumenti referendari a disposizione dei cittadini per partecipare alle scelte politiche comunali.

Tali modifiche, pubblicate nell'edizione straordinaria n.1 al Bollettino Unico Regionale n.49/I-II del 9/12/2014 ed entrate in vigore il giorno successivo, dovevano essere obbligatoriamente recepite entro 12 mesi negli statuti comunali della Regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol. 


Tra le modifiche più importanti:

  • il referendum confermativo a quorum zero per le modifiche agli statuti comunali e l’opuscolo informativo per le votazioni comunali;

  • L’articolo 50, rubricato: "Referendum popolare", al comma 2-quater, specifica e prevede che l’amministrazione comunale assicuri l’invio a tutti gli elettori di materiale informativo, prodotto da una commissione neutra, che dia conto delle diverse posizioni in ordine al referendum e proprio di questo passaggio non c’è ombra nello statuto comunale di Bolzano!

Il Sindaco Caramaschi e l'assessore alla Partecipazione Gennaccaro non hanno provveduto a ottemperare agli obblighi di legge e quindi questo silenzioso referendum sul tram sta andando incontro ad una informazione istituzionale di parte che non rispetta la legge Regionale n.1 del 1993, perchè l’amministrazione non ha recepito in toto le modifiche obbligatorie.