Solland-Silicon un'eccellenza italiana destinata al tramonto?

Riportiamo integralmente una lettera che abbiamo ricevuto in questi giorni e che racconta le potenzialità sullo scenario mondiale che lo stabilimento di Sinigo può esprimere.


"Egregio consigliere, Dott. Diego Nicolini...

... Da molti anni seguo la questione Solland, dove ho anche lavorato ai tempi quando la fabbrica apparteneva a Montedison. Conosco bene la questione e vorrei dare un mio personale contributo.


Per iniziare devo richiamare l’assoluta validità del know How, forse il più avanzato ad oggi per la produzione di silicio per semiconduttori che contrariamente a quello solare è appannaggio di non più di cinque imprese al mondo.


Tecnici venuti da Merano sono oggi al centro della tecnologia in questo settore in USA e Asia. Demolire la fabbrica vuole dire gettare al vento decenni di conoscenze e mi meraviglio che anche a Roma non sia possibile farlo comprendere.

La fabbrica non può essere trasferita, i costi sarebbero tra 50 e cento milioni e poi dubito che il personale, quasi tutto di età oltre i 40 anni accetterebbe di lasciare Merano.


Senza tecnici la fabbrica vale solo come un ferro vecchio.